L’opera di Aldo Maspero: pittore e poeta sorprendente

Dipingere perché una forza interiore non meglio precisata lo spinge a farlo. Una pulsione forte, incontrollabile alla quale, forse, nemmeno lo stesso Artista, sa dare un nome. Ma che riempie la sua vita, ne costituisce il significato più vero e profondo. Ecco quanto ci ispira il lavoro di Aldo Maspero.

Lo confessiamo, non lo abbiamo mai incontrato di persona. Non gli abbiamo mai stretto la mano, non abbiamo mai visto dal vero le sue opere. Ma qualcosa ci ha spinto ad ascoltare il suo appello. Insistente, ma anche tenero nella sua dimessa e umana richiesta di attenzione. Il tramite è stato Internet, strumento non sempre apprezzato per la sua fama di essere talora fuorviante, ambiguo e spesso ingannevole. Ci è sembrato giusto rischiare, da questo punto di vista, e coinvolgere i nostri Lettori nella valutazione spassionata dell’opera di questo Artista.

Ci fidiamo di lui, quando ci dice che si è diplomato a Brera a vent’anni. E non fatichiamo a credergli quando sostiene che ben presto si accorse che la pittura non poteva dargli di che vivere. Ecco, allora che quella passione, accantonata per quasi trent’anni, riaffiora potente e inarginabile in età matura, con la consapevolezza di chi sta cercando una propria strada e non si occupa della critica militante (e talora prezzolata) perché il suo lavoro sia finalmente accreditato.

Sono nove anni di impegno continuo sul cavalletto. Nove anni di ricerche, di analisi interiori che egli prova a tradurre sulla tela e sui colori e che gli permettono di realizzare oltre 300 opere. I suoi quadri, e sono sempre le sue parole ad attestarlo, rappresentano il suo più intimo essere, ne sottolineano emozioni, sentimenti, passioni, stati d’animo.

Con indubbia ingenuità, Maspero ammette che “non sa copiare”. Non è un’affermazione banale, la sua. E’ il modo più eloquente per far capire che ogni sua opera nasce da sentimenti autentici, ogni volta diversi, anche se solo per sfumature, tagli di inquadrature, densità o levità di colori, plasticità o evanescenza delle forme.

Un pittore vero è anche poeta, se il suo linguaggio sa uscire dagli schemi, prende una dimensione “altra” in grado di interpretare in modo diverso la realtà. E questo è quel che accade ad Aldo Maspero. Ci è piaciuta soprattutto una frase che riteniamo il giusto esergo a questo primo approccio alla sua opera di Artista completo. La riportiamo nel finale dal momento che può essere una chiave interpretativa in cui talora ciascuno di noi si può riconoscere: “Vivo nel ghetto dei miei perché”.

Vi consigliamo di vedere un filmato che vi dà un’idea delle sue opere:

Grazie, Maestro. Alla prossima!

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