Carlo Busetti: la digital painting tra arte e fashion

Con le sue opere assistiamo al salto dell’arte nella tecnologia. Un salto a pié pari che però non sconvolge, perché i lavori che Carlo Busetti, che si definisce digital painting, realizza sono il contrario di quanto ci si potrebbe aspettare, tutt’altro che asettici e freddi, piuttosto un profluvio di colori e di forme che inebriano l’occhio. Insomma l’artista ci dà un assaggio di futuro, che per una volta non mette angoscia.

Come li realizza questi disegni? Anche questa è una innovazione assoluta. Utilizza l’Ipad come strumento per disegnare, una specie di tavolozza elettronica su cui con le dita o con la penna traccia i suoi disegni, linee, spazi che riempie di colore, mostrando una attenzione particolare all’equilibrio e alla complessiva armonia dell’opera. Si capisce che tutto parte da uno stimolo iniziale, una sollecitazione anche insignificante, un segno vagante che prende vita, e gli serve per rilassarsi, per raggiungere emozioni più profonde come se fosse in una specie di trance creativa. Ecco perché nel suo caso, i titoli da dare alle opere sarebbero inutili, fuorvianti. Ognuno deve poter cogliere le proprie impressioni, le proprie emozioni in una ricerca del tutto personale e, per certi aspetti, appassionante.

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Solo un accenno alle tecniche. Le sue opere sono riprodotte attraverso la stampa digitale su pannelli di alluminio che sono anche utilizzati per il rivestimento delle facciate dei palazzi (non dimentichiamo che Carlo Busetti lavora come ingegnere). Siamo all’arte di frontiera che, come era da prevedere, può facilmente invadere il terreno dell’architettura, del design e da qui arrivare al fashion il passo è molto breve.

D’altra parte, oggi l’arte è soprattutto contaminazione! Carlo Busetti, infatti, ha avuto il coraggio di compiere questo passo e con l’aiuto della stilista Agata Mottola ha applicato il digital painting, la sua tecnica artistica, direttamente sugli oggetti, nel caso specifico delle borse, facendole diventare vere e proprie opere d’arte, realizzate da Clem 33 Creations e “tirate” in un numero limitato di copie (33 appunto). Ognuna di esse, giova ricordarlo, è corredata di un certificato di garanzia numerato e firmato, proprio come un’opera d’arte.

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Se chiediamo all’ing. Busetti come giudica questa sua esperienza, risponde che si tratta di un sogno e “la bellezza di un sogno sta proprio nella sua follia”. Naturalmente, poi occorre l’entusiasmo, la determinazione, perché il sogno diventi realtà, come in effetti è successo nel suo caso. Accanto ai suoi quadri, infatti, nelle sale dell’Art Gallery 38 nell’esposizione del dicembre 2016, c’erano anche i prototipi delle prime borse, in vera pelle, realizzate con il suo sistema, molto apprezzate dalle signore presenti. Che, forse, già sorridono all’idea di poter sfoggiare una borsa che non è solo una borsa (come la pipa di Magritte), ma è, soprattutto, un’opera d’arte.

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