La ricerca astratta di Andrea Scacciotti

Chi si avvicina alle opere d’arte, cercandone una interpretazione, è sempre un soggetto che affronta in modo cosciente l’alterità provvisto, volente o nolente, di un insieme già ben radicato di attitudini e conoscenze.

La prima operazione da compiere affinché un qualche tipo di relazione si instauri tra il fruitore e l’opera che ha di fronte è cercare di liberarsene.

Schiller lo diceva in modo efficace, parlando dello “stato estetico”. “L’uomo non può passare immediatamente dal sentire al pensare, deve fare un passo indietro, perché solo annullandosi una determinazione, può subentrare la determinazione opposta…”.

Questo stato estetico è uno stato intermedio nel quale ragione e sensibilità sono attivi allo stesso tempo ma proprio per questo si annullano a vicenda e si crea quello che lui definisce uno stato libero.

Cercare il senso nell’opera di Andrea Scacciotti ha senso? Ammesso che l’artista vi abbia deliberatamente nascosto un senso, (i titoli delle sue opere forse indicano possibili percorsi) non è assolutamente necessario che l’opera sia proposta o, peggio, esposta al suo deciframento, ammesso che tale azione porti a qualsiasi risultato.

Fonte

L’opera d’arte non ha mai un’unica risoluzione. Come diceva Octave Mannoni: “E’ assurdo dire non andrò a vedere Rembrand perché ho già visto i suoi quadri!”. L’opera d’arte non è un indovinello di cui devo trovare la soluzione. E’ la capacità che tale opera ha di farmi interagire con essa. E più offre molteplicità di sensi possibili al fruitore, più appare affascinante. E’ proprio la sua irriducibilità denotativa a darle forza.

Premessa forse troppo ridondante per dire che nelle opere di Scacciotti gli elementi che ho sopra descritti ci sono tutti? Forse, ma era anche una premessa necessaria per inquadrare un lavoro che l’artista porta avanti da tempo, attraverso una ricerca attenta dei chiaroscuri, delle sfumature coloristiche, delle iridescenze, delle increspature, in cui l’uso di tecniche e materiali diversi, come sabbie, cemento, sassi, crea un movimento sulla tela fortemente magnetico per chi le osserva. In grado di dischiudere poliversi interpretativi molto ricchi.

Supernova

Da segnalare anche alcune opere della serie “Tracce”, rocamboleschi esercizi di leggerezza, alla ricerca di un ricordo, un pensiero, un’emozione. Con effetti suggestivi, creati dalle piccole farfalle su fondo chiaro, che sembrano mimare un movimento convulso ma allegro, fuori da qualsiasi logica che non sia quella dell’inseguire pensieri di svagata libertà espressiva.

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