5 anni di musica e ribellione 1966-1970. Dai Beatles a Woodstock

Proveniente direttamente dal Victoria and Albert Museum di Londra, arriva alla Fabbrica del VaporeRevolution“, una mostra che riguarda i cinque anni che vanno dal 1966 al 1970. Anni bollenti in cui il mondo comincia ad accorgersi dei giovani, sempre più insofferenti dell’ipocrisia borghese e di un potere autoritario e paternalista.

Giovani che vogliono cambiare il mondo, imponendo i propri gusti, in ogni campo, nella moda, nel design, nella grafica, nella musica, rifiutando le regole imposte dall’alto, sensibili ai diritti umani, al multiculturalismo, allo spirito di solidarietà e condivisione. Attenti alle innovazioni tecnologiche ma anche al rispetto della natura, alle nuove politiche più democratiche, libertarie, pacifiste. Il tutto in un clima di ottimismo e di grandi speranze per il futuro, dove il potere avrebbe dovuto cedere il posto all’immaginazione.

L’intento della mostra è proprio far emergere questo spirito ideale che si diffuse rapidamente tra i giovani di tutto il mondo, da Carnaby Street a Londra alla Bay Area, dal maggio francese alle comuni in America, fino ai riti collettivi dei Festival di Woodstock e dell’isola di Wight. Ma anche in Italia, dove assunse connotati più politici e di protesta.

Non tanto, quindi, ricostruire un breve periodo storico, né tanto meno scivolare in un’operazione “nostalgia”, quanto trasmettere il senso delle idee che animarono quei giovani e far riflettere su quanto quei movimenti abbiano inciso sul cambiamento della società di oggi, in termini di stili di vita, consumi, nella concezione del sesso, dell’amore ma anche negli aspetti legislativi, e quanto, alla fine, sia andato perduto.

E dobbiamo riconoscere che, grazie ai tre curatori della Mostra, Clara Tosi Pamphili, Fran Tomasi e Alberto Tonti, si percepiscono bene le atmosfere di quegli anni. Merito anche dell’allestimento di Corrado Anselmi e delle scelte grafiche del designer Bruno Stucchi, oltre che della colonna sonora, curata da Sennheiser, che ha una sua forte carica evocativa.

La mostra, organizzata da Avatar – Gruppo MondoMostre Skira (che ha anche pubblicato l’edizione italiana del catalogo della mostra) con il Victoria e Albert Museum di Londra e Comune di Milano, si suddivide in sette sezioni.

La Swinging London, la città della moda con l’arrivo delle prime minigonne, e l’aria che si riempie delle note dei Beatles, dei Rolling Stones e degli Who. Qui, ci sono foto, abiti, copertine di dischi, cartoline e immagini dei film di Antonioni (Blow Up).

Musica e contro-cultura, dove si fa strada l’idea di misticismo, di ricerca del proprio “io” interiore, anche attraverso l’assunzione di droghe, con la nascita dei club psichedelici (Roundhouse o Ufo). Esce l’album dei Beatles Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band (c’è il testo scritto a mano di Lucy in the Sky with Diamonds) e poster di altri grandi della musica come Frank Zappa e Jimi Hendrix.

Power to all people – Voci del dissenso. In questa sezione si trovano gli oggetti legati al mood politico, poster contro la guerra in Vietnam, i volti di Lenin, Marx, Stalin, Mao, e disegni, come il famoso War is over di John Lennon e Yoko Ono.

Costumi e consumi è la parte della mostra dedicata allo sviluppo della produzione e, quindi, dei consumi. Dopo l’esposizione universale di Montreal del 1967 e quella di Osaka del 1970, il mercato di massa si sviluppa rapidamente. Le comunicazioni grazie alle televisioni arrivano ovunque. L’uomo sbarca sulla luna, il design tocca alti livelli di originalità in ogni settore (Pierre Cardin, Gaetano Pesce), dalle copertine degli album musicali alla linguaccia dei Rolling Stones.

The Summer of Love – Comuni e West Coast. Si cerca un modo di vivere alternativo, rifiutando le regole della società e delle autorità, verso un ritorno alla terra. Nasce Greenpeace ma anche i primi computer. Tra gli oggetti esposti un rarissimo Apple 1 e alcuni esemplari dei primi mouse.

Woodstock e la cultura dei festival. In questa sezione si trovano costumi, cappelli, vestiti stravaganti e poster, riviste dedicate ai grandi raduni, mappe, biglietti di ingresso per l’isola di Wight e la copia della celebre chitarra di Jimi Hendrix, distrutta durante il Monterey Pop Festival.

Per ultima, Woodstock – Live Experience, una sala dove vengono proiettate, attraverso un maxi schermo con impianto audio di altissima qualità, immagini di quell’esperienza unica, vissuta dai giovani che nel 1969 vi trascorsero tre giorni di pace, amore e musica.

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