Camillo Boccaccino a Brera e gli amori sacri e profani

Dal 29 marzo al 1 luglio 2018 alla Pinacoteca di Brera.

Le opere a Brera continuano a parlare tra loro e a parlarci. Certo, bisogna saperle ascoltare. Siamo al sesto dialogo che tratta degli amori, sacri e profani, e ruota attorno alla figura non troppo conosciuta, ma decisamente da rivalutare, di Camillo Boccaccino (1504/5-1546). L’allestimento del dialogo è stato curato da Francesca Debolini e Marco Tanzi.

“Amore si specchia nello scudo”, Camillo Boccaccino

Boccaccino e Procaccini

Questo dialogo è un confronto tra l’amore sacro (la Madonna e suo Figlio appena nato) e profano (Venere, la donna, con Amore rappresentato da un bambinello da lei nato che di lei si nutre). Ma tratteggiamo prima, brevemente, la storia dell’artista.

Cremonese, morto piuttosto giovane, Camillo Boccaccino, forse allievo di Tiziano, viene considerato un manierista fortemente influenzato dall’arte veneta e dai molti maestri italiani di quel periodo, dal Pordenone a Raffaello, dal Correggio al Parmigianino, fino a Giulio Romano.

Di Boccaccino non ci sono arrivate molte opere, quelle più importanti sono soprattutto le pale d’altare, come quella intitolata “Madonna col bambino in gloria con i Santi Bartolomeo, Giovanni Battista, Alberto da Trapani e Girolamo”, per la quale la grande critica d’arte Mina Gregori sottolineerà in un suo famoso saggio “il pregio dell’instabilità atmosferica prodotta dal colore deflagrante”. In effetti, nei suoi lavori gli elementi creativi che ha recepito dai suoi vari maestri, da lui rielaborati con sensibilità, concorrono a creare una miscela esplosiva davvero originale.

“Venere e Amore”, Camillo Boccaccino

Questa è la prima opera che partecipa al dialogo allestito nella sala XV di Brera ed è posta sulla parete di fondo mentre le altre opere le stanno davanti e si tratta di altri due lavori di Boccaccino: una piccolissima opera (10,5 x 16 cm), intitolata “Amore che si specchia nello scudo”, proveniente da collezione privata, e “Venere e Amore”, opera che colpì la fantasia del Lomazzo, pittore e trattatista (fu autore del Trattato dell’arte de la pittura, scoltura et architettura), che già aveva definito questo artista “Acuto nel disegno e grandissimo coloritore”.

Paolo Lomazzo rimase così affascinato dall’opera, che ebbe l’occasione di ammirare di persona in una abitazione milanese, da realizzare nelle sue “Rime” un sonetto in suo onore che inizia così: “Venere bella al picciol figliol dona/la bianca poppa più che avorio e neve…”.

L’altra opera, che fa parte di questo dialogo è ancora una “Venere e Amore” e l’autore è Giulio Cesare Procaccini; datato 1615/20, è una risposta all’analogo soggetto del Boccaccino, che egli aveva eseguito, quasi ottant’anni prima, nel 1532/37.

“Venere e Amore”, Giulio Cesare Procaccini

Di questa opera non si può non ammirare la profonda sensualità che emana la figura di donna, e il particolare, non meno malizioso, della firma dell’Autore tra i peli dell’ascella della donna.

Il prossimo futuro di Brera

Dal 29 marzo riapriranno al pubblico i saloni napoleonici con uno straordinario allestimento che vede il rinnovamento di sette sale (VIII – IX – X – XI – XII – XIV – XV). Didascalie e luci esalteranno le opere del museo poste in una nuova collocazione e valorizzate dal colore delle pareti delle sale napoleoniche.

Inoltre, visto che spesso visitare un museo è stancante, si è pensato di realizzare nuove panche, progettate dal designer Giulio Cappellini, e degli sgabelli portatili, a uso gratuito, per consentire ai visitatori di sedersi e ammirare più comodamente le opere.

“Madonna con il Bambino in gloria e i Santi Bartolomeo, Giovanni Battista, Alberto e Gerolamo”, Camillo Boccaccino

Insomma, sotto la guida del direttore James M. Bradburne, si sta compiendo il progetto della nuova Brera, iniziato due anni fa, con l’obiettivo che il Museo rappresenti sempre di più il cuore pulsante e identitario della città e che i visitatori, che per i primi cinque dialoghi sono stati oltre 715 mila, siano messi in condizione di usufruire di un luogo accogliente e piacevole che favorisca sempre di più la comprensione dei capolavori esposti.

Skira Editore ha realizzato per l’occasione il volume “Attorno agli Amori. Camillo Boccaccino sacro e profano. Sesto dialogo”, 112 pagine, 49 colori, brossura, 17 €.

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