Valentina facci sognare ancora!

Chi non conosce Valentina, l’affascinante creatura di Guido Crepax? Lo sguardo intenso e malizioso sotto l’immancabile frangetta. Gli atteggiamenti provocatori, ambigui, volutamente scandalosi. Valentina è diventata una icona per un certo immaginario maschile, ma non solo.

Portatrice di una bellezza assoluta, irriverente, distaccata, irraggiungibile, questo personaggio, verso la metà degli anni Settanta, divenne la protagonista di un vero e proprio romanzo disegnato, “Lanterna Magica”, che usciva dagli schemi delle solite strip di fumetti sia per le dimensioni delle tavole che per la qualità assoluta dei disegni realizzati da Crepax.

Le pagine non hanno testi, sono soltanto disegni, ma lo stesso Gillo Dorfles, che aveva curato l’introduzione a questo lavoro, non esita a definirlo una narrazione (una storia d’amore a lieto fine) che ha un suo intreccio, una logica che si dipana tra sogni, immagini oniriche, citazioni, messaggi, allusioni continue.

Ora, la Skira Limited Edition riproduce questa graphic novel, pubblicata nel 1978, in un volume di 216 pagine di grande formato, in 300 copie numerate e corredate di tre serigrafie anch’esse numerate e autenticate dall’Archivio Crepax, oltre a una tavola artistica autografata di Lorenzo Mattotti.

Un libro davvero prezioso, adattissimo a un regalo di prestigio per Natale.

Ma cerchiamo di conoscere un po’ più da vicino Guido Crepax, morto nel 2003, attraverso i ricordi dei suoi tre figli, Antonio, Caterina e Giacomo e con l’aiuto di Paolo Barcucci, esperto di fumetti che fu il primo a realizzare un saggio sul lavoro di Crepax, insieme a Vincenzo Mollica per una piccola editrice di Montepulciano.

Barcucci racconta che Crepax li accolse a Milano nel suo studio con grande cortesia e che gli fu possibile fotografare il suo tavolo di lavoro e i numerosi oggetti di design, abiti e accessori di moda che utilizzava per arricchire le tavole che realizzava per la sua eroina.

Caterina Crepax di suo padre ricorda l’estrema attenzione che poneva nel riportare nei suoi disegni anche dettagli minimi: uno stile per certi aspetti ridondante, un gusto liberty quasi manierista, che gli derivava dalla sua esperienza di grafico pubblicitario, sempre concentrato sui particolari. Crepax sbagliava raramente, era un perfezionista, disegnava direttamente su cartoncini rigidi e se sbagliava grattava via l’errore o rifaceva il disegno, senza ricorrere a rattoppi o collage.

Antonio, l’altro figlio, ricorda che il padre considerava il suo lavoro una specie di viaggio psicoanalitico; il flusso dell’inchiostro di china aveva la capacità di rivelare sia quello che lui voleva ma anche quello che non avrebbe voluto dire, la parte più recondita, i pensieri più scomodi, mettendo in evidenza un’esigenza istintiva, quasi animalesca, lontana sia da fini commerciali che da devianze psichiche, sempre sospesa tra sogno e realtà.

Crepax era uno stacanovista nel suo lavoro ma amava dedicarsi ai suoi figli e giocare con loro. Giacomo Crepax ricorda le battaglie con i soldatini e gli incontri di pugilato dopo pranzo. Era appassionato di storia ma lui stesso si giudicava un lettore superficiale e dei libri apprezzava soprattutto le immagini.

Le grandi dimensioni del libro edito da Skira consentiranno al Lettore di apprezzare tutte queste doti del disegnatore, personaggio anticonformista, quasi suo malgrado, e in anticipo sui tempi. Ci fu chi, come il professore e critico d’arte, Fagiolo Dell’Arco, partendo dall’idea che non esistono arti maggiori o minori, ne comprese la novità e allestì presso la Galleria Rondanini di Roma a metà degli anni Settanta una mostra delle sue 80 tavole; la mostra creò scalpore e critiche da parte di chi aveva ancora una visione piuttosto limitata. Fagiolo Dell’Arco, al contrario, era convinto che “In galleria o meglio al museo dovrebbe avere diritto d’ingresso tutto quello che è immagine”.

Guido Crepax, “Lanterna magica” Skira Limited Edition, misure 35,4 x 47 cm, 216 pag. 97 immagini in b/n, prezzo di copertina € 750,00.

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