Mariangela Gualtieri: liberarsi dalle parole per inseguirne il senso

Quando Mariangela Gualtieri afferra una parola non la lascia più. E’ come se davanti a una persona di cui ha tanto aspettato l’arrivo volesse cavarne, quasi a forza, ogni suo intimo pensiero. Volesse subito, di colpo, capirne il carattere, i sentimenti più nascosti. Ne chiedesse la rivelazione completa, senza ambiguità o, piuttosto, facendone emergere tutte le ambiguità possibili. E lo facesse con una certa violenza, strattonandola, scuotendola, mostrando l’incredibile e spudorata esigenza di metterla a nudo, chiedendole a ogni sussulto dell’animo perché. Una domanda che le brucia dentro e che lei per prima sa essere senza risposta.

Lo fa lasciando liberi i pensieri, come fiume che tracima dal profondo, e crea poesie che hanno il pregio di acquistare ancora più forza e convinzione se si ha il coraggio di tradurle in suoni. Se chi le dice ha il coraggio di non metterci nulla di suo e lascia che sia la loro forza intrinseca a prevalere, che siano loro stesse a collocarsi nello spazio, nel tempo, fino a trovare l’intonazione giusta, il ritmo adeguato, che spesso è frenesia di incedere, orgasmo nell’inseguire il senso profondo che si nasconde come un serpe che scivola tra le rocce sempre più in basso. E chi le dice, se capisce qual è lo spartito di questa musica, non aspira ad altro che ad essere travolto da quel profluvio di immagini che risalgono dalla sua polla creativa, stupito, impotente, in balia di quel ribollire continuo di cui si lascia avvolgere completamente.

Dal suo volume “Fuoco Centrale”, Quaderni del Battello Ebbro, 1995, riportiamo il brano di una sua poesia.

Io non ho parole pregnanti, io non ho parole cangianti,
io non ho parole mutevoli,
io non disarticolo, non ho parole perturbanti,
io non ho abbastanza parole,
le parole mi si consumano, io non ho parole che svelino,
io non ho parole che puliscano, io non ho parole che riposino,
io non ho mai parole abbastanza,
mai abbastanza parole, mai abbastanza parole
ho solo parole correnti, ho solo parole di serie,
ho solo parole del mercato, ho solo parole fallimentari,
ho solo parole deludenti,
ho solo parole che mi deludono,
le mie parole mi deludono, sempre mi deludono,
sempre, sempre mi deludono
sempre mi mancano

Mariangela Gualtieri è nata a Cesena nel 1951 ed è laureata in architettura. Nel 1983 ha fondato il Teatro Valdoca, dove sono state recitate poesie di poeti quali Luzi, Bigongiari, Fortini, Cucchi. Il 31 luglio scorso a Radicondoli, l’attrice Federica Fracassi ha recitato, insieme a lei, le sue poesie.

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