Alessandro Fariello: “Tra insoddisfazione ed invenzione”

Il titolo del volume di Alessandro Fariello è già un esempio di quello che ci aspetterà, leggendolo. I due termini tra i quali l’autore immagina di trovarsi hanno in comune entrambi la radice in- che nel primo caso ha una connotazione negativa: in-soddisfazione, cioè delusione, frustrazione; nel secondo caso, una connotazione positiva: in-venzione, cioè capacità creativa, immaginazione, fantasia.

In sintesi, ritroviamo nel titolo la personalità dell’autore, combattuta tra due sentimenti. Ma bastano pochi versi, pochissimi, per scoprire che il secondo aspetto, quello che riguarda la sua capacità di costruire un mondo immaginifico e poetico, sovrasta nettamente il primo perché capace di esprimere, attraverso visioni ed emozioni forti, la ricchezza del tesoro che egli coltiva con amore e passione nel profondo del proprio essere.

Un dono che ha la capacità di contagiare chiunque legga le sue poesie, che aiuta ad abbandonare un certo egocentrismo, spingendoci a osservare il mondo nella sua reale essenza e a riconciliarci con esso.

Badate, vogliamo dirlo subito, non si tratta di un atteggiamento pietistico nei confronti di una persona che vive un’esperienza drammatica a causa della sua malattia. Al contrario, la poesia ha il pregio di annullare le distanze e le differenze, e in questo modo e con mano sicura, è in grado di usarla Alessandro Fariello.

E attraverso di essa lui, con la saggezza che gli viene dal suo vissuto, sa produrre ottimismo, speranza, sa trasmettere l’energia necessaria a favorire relazioni più stabili e armoniose all’interno e al di fuori di se stesso. In una sua bella lirica dice: “Mi tengo/la mia sensibilità/ rara di poeta/che indaga temerariamente la realtà”.

Coglie con dolce concretezza la bellezza dell’esistere, del respirare, del sognare, la grandezza della natura nelle sue diverse manifestazioni, trova la forza per trasmettere a chiunque gli si avvicini la gioia di vivere (pensiamo alla poesia “Sera d’estate”), come la testimonianza di una potenza travolgente che non può non coinvolgere.

Come non stupirsi di fronte a questo esempio di saldezza d’animo, sapendo bene che la sofferenza, comunque si appalesi, nella maggior parte dei casi, rompe l’equilibrio, infrange l’armonia, e cerca di trascinare l’uomo nell’oscurità! Ma lui ne rivela il segreto in queste sue potenti parole: “quella forza/inconfondibile/nata dall’esperienza del dolore affrontato/e non rifiutato…”.

Anche nei momenti di tristezza, Alessandro Fariello riesce a controllare certi sentimenti e dare loro un senso che va ben oltre un’interpretazione banale. Ed ecco come si rivolge alla tristezza che saluta al pari di un’amica di lunga data: “Io non ti fuggo invano ma ti accetto umilmente/perché la tua inevitabile ombra/può essere rifugio per meditare/nell’attesa certa/che il vento della vita ti porti via/e torni a sfavillare il sole della gioia”.

Quale la chiave giusta per interpretare questo poeta? Al di là delle etichette che potremmo utilizzare, Alessandro Fariello è più semplicemente qualcuno che sa tradurre con i mezzi della poesia la condizione umana tout court.

La quarta di copertina del libro di Alessandro Fariello

Ecco come si descrive nella sua bella lirica “Il poeta”: “Il poeta/esprime l’ineffabile/comunica il mistero/scopre l’insondabile/sublima il semplicemente concreto/e rende visibile l’astratto/eleva l’umiltà al di sopra della superiorità/spoglia la ricchezza della vanità/con parole semplici facilita/la comprensione della complessità/fissa momenti fugaci/e racchiude l’eternità in un battito di ciglia”.

Si capisce subito come la scrittura per lui sia un fatto decisivo, una pratica irrinunciabile (anche al di là delle proprie attese). E’ un poeta di cui si comprende senza difficoltà la voce che parla, inequivoca, limpida, come acqua sorgiva, quasi la si potesse toccare e, con le mani a conca, raccoglierla per poterla bere.

La sua scrittura, infatti, risulta accogliente e persino fraterna, con quel suo modo esortativo di dispensare consigli, come nella poesia “Il pendolo della vita tra ricordi e attese”. Ecco alcuni versi di particolare efficacia: “offrirà un attimo di felicità/quell’attimo infinitesimale/che dobbiamo cercare di cogliere e apprezzare/nella sua unicità…”.

Grazie alla sua “calma apparente” e al suo “disinteressato distacco”, non ricorre mai a strumenti ricercati in poesia, non fa uso di ardite sinestesie né scade in ambiguità sintattiche anche se fa ampio ricorso ad atteggiamenti assertivi, senza peraltro mai essere eccessivamente sentenzioso.

Stralciamo alcuni momenti in cui la sua riflessione poetica genera aforismi filosofici apprezzabili: “…spazio dell’anima/l’unico irrinunciabile e necessario per/sentire autenticamente/volare liberamente/ed irripetibilmente vivere”. E sulla verità: “perché la verità intensa/non ha bisogno dello sguardo indagatore/per essere vista/ma solo di cuore aperto”.

E un’altra affermazione piuttosto forte ma decisamente icastica: “… perché forse noi non siamo gli autori della storia/ma decodificatori ed interpreti/di un copione/che la mano della vita ha scritto in noi e per noi/dal giorno della nostra nascita…”

E il suo invito a non cadere nella monotonia, come nella lirica “Un incantevole arcobaleno” va accolto in pieno da tutti noi: “Non dobbiamo mai cedere totalmente/al torpore della monotonia/mai arrenderci vilmente/all’apparente insensatezza di questa vita/mai disperare abbandonandoci stancamente”.

O, meglio ancora, ci pare utile il suo invito a vivere, come nella sua poesia “Ogni giorno”, e anche il modo migliore per chiudere questo breve intervento: “Affinché ogni giorno sia una pagina indimenticabile/di vita fuggita al vorace buco nero del nulla/che fagocita tutto ciò che passa vagante senza energia”.

E ci fa piacere ricordare che la sua brillante capacità aforistica è stata anche utilizzata per realizzare efficaci affermazioni motivazionali realizzate per un corso di coaching. Insomma, Alessandro Fariello, poeta ma anche dispensatore di pillole di saggezza, perché la saggezza è la possibilità che viene data ad alcuni di conoscere il senso del destino e di comprendere i confini della propria condizione.

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