Velázquez: tre opere ambientate in cucina

Il giovane Diego Velázquez ha spesso descritto nelle sue opere pittoriche ambienti popolari di vita quotidiana, come le cucine, frugali e semplici. Ed è stato capace di mostrarci il cibo per così dire dietro le quinte, durante la fase preparatoria, facendolo diventare protagonista di scene di grande effetto.

Di solito, l’artista di Siviglia riproduce tavole essenziali e naturalistiche, molto spartane e ben lontane dalle nature morte dei banchetti sontuosi secondo lo stile, ad esempio, di un Pieter Claesz (1623/25).

Velázquez, d’altra parte, nelle sue opere allude sempre a valori allegorici e significati religiosi, talora posti sullo sfondo o appena accennati, come nella famosa opera “La friggitrice di uova” (1618). Qui, c’è un giovanetto con in mano un fiasco di vino e un melone legato con lo spago, e la vecchia che cuoce le uova in una pentola di terracotta. I loro visi sono privi di qualsiasi espressione. Per l’artista è importante mettere in evidenza i gesti, quasi sacrali, della donna che prepara le uova e ne segue la cottura.

Velázquez, La friggitrice di uova

Il riferimento religioso potrebbe condurci alle idee di Teresa d’Avila, morta una trentina d’anni prima (1582). Ricordiamo che nel libro delle “Fondazioni” la grande santa afferma: “Se siete in cucina, pensate che tra le pentole sta Dio…”, concetto ripreso anche recentemente dalla chiesa per sottolineare che occorre “passare da una spiritualità che si fonda sulla logica dello straordinario ad una mistica del quotidiano”.

E su questo tema vale la pena ricordare anche una recente performance di Marina Abramović alla quale abbiamo assistito e che riproponeva l’estasi della santa Teresa proprio nella cucina di un convento.

Ma torniamo all’opera “La friggitrice di uova”, che si trova al Museo di Edimburgo, Galleria Nazionale di Scozia. E’ un edificio neoclassico su tre piani. Conserva molte opere di pittori importanti come Tiziano, El Greco, Velázquez, Rembrandt, Rubens, Van Gogh, Monet, Cezanne e Gauguin. E, naturalmente, c’è anche Raffaello con la sua famosa “Vergine e il bambino”.

Altri due quadri con cucina

Visto che siamo in cucina con Velázquez, citiamo altre due sue opere che hanno questa stanza come protagonista. In queste opere però, l’artista è più esplicito nelle citazioni religiose, in quanto mette in secondo piano delle scene che ricordano episodi della vita di Gesù: la prima insieme a Maria e Marta e la seconda la famosa cena di Emmaus.

Nel quadro “Cristo in casa di Marta e Maria” (1618), vediamo, infatti, la scena attraverso un passavivande, mentre due donne in cucina stanno preparando una cena a base di uova (ricordiamo il significato dell’uovo come rinascita), pesce, aglio, peperoncino, ecc.

Velázquez, Cristo in casa di Marta e Maria

Nell’altra opera “Una domestica” (1620-22), di cui esistono due versioni, la protagonista è una sguattera mulatta che ha appena finito di cucinare e mette in ordine le stoviglie. Da una finestra, nell’altra stanza vediamo Gesù seduto a tavola con due commensali nella famosa cena di Emmaus, immagine questa che è stata scoperta a seguito di un restauro piuttosto recente.

Velázquez, Una domestica

In entrambi i quadri, i critici discutono se le scene che hanno per protagonista Gesù e che vediamo in secondo piano, siano reali oppure, a loro volta, riproduzioni o riflessi da uno specchio. Quello che è importante come messaggio è che il Cristo, in un modo o nell’altro sia sempre presente nelle nostre vite, anche in situazioni più umili e quotidiane.

Vediamo ora dove si trovano le opere che abbiamo descritto. La prima è alla National Gallery di Londra, l’altra al Metropolitan Museum di New York. Entrambe sono istituzioni di grandissimo prestigio. La prima ha la sua sede in Trafalgar Square, ed espone 2300 dipinti di varie epoche. Potete fare una visita virtuale accedendo direttamente sul sito ufficiale del museo.

La seconda, conosciuta anche come MET, si trova in 1000 fifth Avenue, sul lato orientale di Central Park. Ha un patrimonio immenso: contiene oltre due milioni di opere, suddivise in 19 sezioni. Anche in questo caso, sul sito ufficiale del museo potrete trovare video e informazioni in abbondanza.

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