Lezioni di scrittura creativa di Stephen King

Dell’ultimo libro di Stephen King, “Se scorre il sangue”, che contiene quattro racconti, ho apprezzato il primo e l’ultimo. E di questo voglio parlare. Il titolo è “Ratto”, inteso come topo, oggetto di giochi di parole e assonanze che terrorizzeranno il protagonista, uno scrittore alla ricerca del successo, dopo il fallimento di un precedente tentativo a causa di un blocco creativo rivelatosi drammatico.

Qui non mi interessa la trama ma alcuni suggerimenti di scrittura creativa molto interessanti che indirettamente King dà ai propri lettori/scrittori e che qui di seguito riporto.

Processo creativo come ipnosi?

Inaugurava tutti i suoi corsi o seminari parlando del processo creativo. Spiegava ai suoi studenti che proprio come la maggior parte delle persone seguivano una certa routine per prepararsi ad andare a letto, anche gli scrittori dovevano crearsene una, per prepararsi a una sessione di lavoro. Era un po’ come la serie di passaggi che tutti gli ipnotisti seguono per preparare i loro soggetti allo stato di trance”.

«L’atto della scrittura, in narrativa come in poesia, è stato paragonato al sogno», diceva ai suoi studenti, «ma personalmente non credo sia esatto. Penso che sia molto più vicino all’ipnosi. Più viene ritualizzata la fase preparatoria, più sarà facile entrare in quella creativa».

«Quando scrivi, è il libro il tuo padrone», ed era vero. Se rallentavi, la storia cominciava a farsi sfocata, come un sogno al risveglio”.

I due aspetti del romanzo: temi, linguaggio o intreccio della storia?

“…il nuovo romanzo era imperniato più sull’intreccio che sui personaggi e sul contesto. All’inizio, questo fatto aveva destato qualche preoccupazione; da bravo insegnante e lettore (due ruoli diversi, ma certamente imparentati) aveva la tendenza a concentrarsi sui temi, il linguaggio e il simbolismo anziché sulla storia, ma tutti i pezzi sembravano andare al loro posto in modo quasi spontaneo”.

La malattia non ferma il grande scrittore. Qualche esempio

Capitava spesso che la creatività seguisse un suo percorso, del tutto indipendente dalle malattie del corpo. Flannery O’Connor soffriva di lupus. Stanley Elkin aveva la sclerosi multipla. Fëdor Dostoevskij era malato di epilessia e Octavia Butler aveva una forma di dislessia. Che cos’era una semplice infreddatura, al massimo un’influenza, al confronto?

Lasciatemi dire che non avrei messo Dostoevskij accanto a tre scrittori, buoni ma non eccelsi…

Il blocco dello scrittore e la scrittura creativa come “vaglio” o “percezione selettiva”

Ne parla in modo adeguato King. Anche secondo me, il blocco dello scrittore nasce dall’intreccio come causa prima ma si estrinseca in inciampi minimi, come nella ricerca del vocabolo più giusto.

Le parole erano troppe. Una macchia o un bosco? Una luce abbagliante o accecante? E quel certo personaggio aveva gli occhi spenti o vuoti?

«Ti succede ogni volta. (…) Non capita tutto in un istante, ma non appena il romanzo cresce e comincia a respirare diventa necessario fare molte più scelte, e la tua percezione selettiva subisce una graduale erosione».

«Gli scrittori hanno abitudini differenti, modi diversi di immergersi nella scrittura, e ognuno lavora secondo i propri ritmi, ma per produrre un’opera di una certa lunghezza sono necessari periodi prolungati di concentrazione assoluta».

«In ogni istante, durante questi periodi di concentrazione – questi voli di fantasia – lo scrittore si trova davanti almeno sette scelte diverse, in termini di parole, espressioni e dettagli. Gli autori di talento fanno la scelta giusta in modo quasi inconscio; sono come giocatori di basket professionisti, capaci di fare canestro da ogni lato del campo da gioco».

«È in corso un costante processo di vaglio sul quale si basa quella che chiamiamo scrittura creativa». «Anche tu sei in grado di vagliare, ma solo per brevi intervalli di tempo. Quando cerchi di scrivere un romanzo, il processo si interrompe quasi subito: è un po’ come se un velocista cercasse di correre una maratona. Hai chiare tutte le scelte possibili, ma quando devi vagliarle perdi il controllo. Non sono le parole che ti vengono a mancare, ma la capacità di scegliere quelle corrette. Sembrano tutte giuste, e al tempo stesso tutte sbagliate. È una cosa molto triste. Sei come un’auto con un motore potente ma la trasmissione guasta».

Stephen King

Il fallimento dello scrittore è la normalità. Meglio non incoraggiare…

«Hai lavorato sodo, e almeno all’inizio anche bene. Eri sulla strada giusta, e procedevi bello spedito. Poi hai cominciato a deragliare, giusto? Come ti è successo le altre volte. Non fartene una colpa; il mondo è pieno di aspiranti romanzieri che finiscono per sbattere contro lo stesso muro. Sai quanti romanzi incompiuti ci sono, nei cassetti delle scrivanie o negli schedari? Milioni.»

2 pensieri su “Lezioni di scrittura creativa di Stephen King

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