Clean. I segreti della memoria

I romanzi sono interessanti e utili, non solo perché ci fanno vivere situazioni ogni volta diverse e coinvolgenti, ma anche perché in certi casi forniscono informazioni, spesso in modo molto accessibile, anche su temi piuttosto complessi.

E’ il caso del romanzo di Glenn CooperClean – Tabula Rasa” che parla di una pandemia terribile che colpisce le persone azzerandone i ricordi.

All’inizio, l’autore per bocca di un suo personaggio fornisce informazioni sul sistema con cui il cervello dell’uomo archivia i ricordi, in pratica su come funziona la nostra memoria. Si tratta di informazioni chiare e complete che rappresentano le conoscenze di base che ognuno dovrebbe avere.

«Tutti noi disponiamo di una memoria a breve termine e di una memoria a lungo termine. La memoria a breve termine è la capacità di ricordare una piccola quantità d’informazioni per un breve lasso di tempo. Per esempio, un numero di telefono, per il tempo necessario a digitarlo. La corteccia prefrontale, situata nei lobi frontali, controlla questo tipo di memoria.

La memoria a lungo termine.

In linea di massima, ci sono due tipi di memoria a lungo termine, la memoria dichiarativa e la memoria procedurale. La prima ha sede nei lobi temporali mediali. La memoria dichiarativa racchiude in sostanza le nostre conoscenze generali: fatti, eventi, persone, luoghi, oggetti. E si suddivide in due tipi: la memoria semantica, che riguarda ciò che abbiamo imparato ma non dedotto da esperienze personali, per esempio ciò che apprendiamo dai libri. Poi c’è la memoria episodica, ovvero i ricordi legati a esperienze dirette: un matrimonio cui abbiamo partecipato, una parata, cose del genere. La memoria procedurale è invece molto diversa. Quei ricordi sono immagazzinati in aree differenti del cervello, nello specifico nel cervelletto, nei lobi frontali e nei gangli basali, ed è quella che ci serve per svolgere compiti che abbiamo imparato a eseguire. Per questo siamo in grado di svolgerli in qualsiasi momento, in automatico, senza nemmeno pensarci: parlo di cose come guidare la macchina, suonare il pianoforte, ballare.

Glenn Cooper

Qualche parola sul linguaggio.

Memoria e linguaggio sono strettamente connessi. Una delle componenti della nostra memoria dichiarativa è l’immagazzinamento del significato delle parole e delle loro associazioni: del nostro lessico, in sostanza. Come gli altri ricordi relativi alla memoria dichiarativa, quelli basati sul linguaggio sono archiviati nei lobi temporali mediali. L’altra componente del linguaggio è la grammatica mentale, le regole apprese che ci permettono di porre le parole nella giusta sequenza. Questi ricordi grammaticali sono archiviati nei lobi frontali».

E’ stato utile? Ora leggete il libro. Un po’ angosciante, forse, ma molto avvincente.

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