Lessico metropolitano: Biondillo, una Milano da leggere

Gianni Biondillo scrive romanzi gialli. Li ambienta a Milano, soprattutto nei quartieri che conosce meglio. Ad esempio, Quarto Oggiaro. Ma forse non molti sanno che è anche un architetto. E, come dice lui stesso, non si smette mai di essere architetti anche se ora il suo lavoro è quello di creare storie.

In fondo, se ci pensiamo bene, anche la città, oltre a essere un contenitore di storie, è una storia essa stessa. Come diceva Victor Hugo, la città è un gran libro di pietra. Ma non è facile interpretarla, saperla leggere davvero. Gli edifici, gli spazi, le strade, le architetture sono le sue pagine. Ma è anche un libro in divenire, un’opera collettiva legata a scelte politiche, economiche. In cui ogni cittadino è sia un lettore che un protagonista perché in grado di interpretare, vivificare attraverso la sua presenza, il suo esserci dentro, un luogo che altrimenti non avrebbe senso.

Gianni Biondillo

Biondillo, lo dice spesso, non ama il termine periferia. D’altra parte, oggi con l’espansione della città metropolitana non ha più senso parlare di centro e periferie. Un tempo certi quartieri erano luoghi di grandi costruzioni popolari riservate ai lavoratori, agli operai. Oggi quei quartieri hanno già una storia quasi secolare e gli operai come classe non esistono più. Biondillo dice “la classe operaia non è andata in paradiso. E’ andata in pensione”.

Nel suo libro “Lessico metropolitano” – edito Guanda, 18 euro – Biondillo parla di questo ma soprattutto delle sue esperienze e dei suoi incontri. E’ un libro multiporta, come lo definisce lui stesso. Puoi cominciare a leggerlo aprendolo a caso. Naturalmente, non poteva mancare tra i suoi ricordi quello del grande architetto Antonio Sant’Elia, morto giovanissimo nella prima guerra mondiale. Futurista ma non fascista, al quale ha già dedicato un altro suo libro “Come sugli alberi le foglie”, e che è un personaggio mitico, geniale, che aveva già intuito come avrebbe dovuto diventare la città moderna. Altro incontro importante raccontato da Biondillo è quello con Cini Boeri, architetta e staffetta partigiana, oltre che madre di Sandro, Stefano e Tito. morta lo scorso anno.

Oggi, abbiamo una visione un po’ deformata del lavoro degli architetti. Spesso ci vengono descritti come personaggi originali, estrosi, forse un po’ pazzi. In realtà. l’architettura è un’arte complessa, anche se qualche volta resa complicata volontariamente, e la realizzazione di uno spazio urbano, tra funzionalismo, residenza, memoria collettiva, è qualcosa che si crea e si sviluppa nel tempo ed è in continuo divenire.

Anche nel saggio di Biondillo “Lessico metropolitano” si accenna alla pandemia. E’ stato un momento difficile per tutti, soprattutto per chi viveva in città. Ci ha preso alla sprovvista ma dovremmo cercare di trovare soluzioni per il futuro. Forse la città dovrebbe adottare soluzioni legate al concetto di “frattale”, e secondo alcuni studiosi le città moderne lo sono già. Una città che aiuti la pianificazione ecologica, che favorisca quella che Biondillo chiama la “medicina del vicinato”, che rallenti il ritmo frenetico e lo riporti a una misura più umana.

Insomma, gli spunti di questo libro sono tanti e vale la pena leggerlo. Anche qui, come nei suoi gialli, c’è un mistero. Come sarà la città del futuro? Biondillo qualche spunto interessante ce lo offre.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.