Charlotte Link, “Senza colpa”. Un grande thriller

Sono appassionato di thriller. Sono quasi King-dipendente. Però devo ammettere che anche le donne ci sanno fare a ideare storie coinvolgenti, anche senza i richiami al paranormale della star americana dell’horror. Più concrete, più vere, più drammaticamente reali.

E’ il caso di Charlotte Link di cui mi è capitato tra le mani il suo ultimo romanzo dal titolo “Senza colpa”, edito da Corbaccio, 19,60€. Un intreccio di storie ben costruito, logico e, soprattutto, avvincente fino alla fine. Oltre che pieno di colpi di scena. Anche se lascia in bocca un po’ di amaro perché non c’è un lieto fine consolatorio. Purtroppo, c’è chi non ce la fa, anche se è dalla parte dei buoni. I personaggi sono ben delineati, e le loro scelte di vita, giuste o sbagliate che siano, sono coerenti.

Io credo che quello che sosteneva Ernest Hemigway sia assolutamente valido per questo romanzo. Lui riteneva infatti che un buon scrittore deve avere dentro di sé una cosa sola: “un rivelatore di boiate!” Cioè essere capace di scrivere non allontanandosi dall’esempio che ogni giorno ci arriva dalla vita vera. Capace, come sappiamo bene, di riservarci sorprese che nemmeno la fantasia più sfrenata spesso potrebbe immaginare. Ma che quasi mai compensa bene e male in modo equo.

La storia che ci propone Link, e che non racconteremo, è coinvolgente anche perché tira in ballo la vita di un povero bambino ritardato contro il quale si accaniscono tutti, compresi i genitori adottivi, e che pagherà senza colpa con una vita votata al martirio.

Charlotte Link

La Link scrive bene. Non lascia nulla al caso. Entra nei personaggi con particolare attenzione, senza forzare la mano, lasciando al lettore il gusto di costruire pezzo per pezzo i rispettivi caratteri, attraverso spunti psicologici profondi che ne svelano anche i lati contraddittori.

Da un’intervista rilasciata qualche tempo fa, riportiamo una frase che ci sembra particolarmente significativa: “Posso dire che il mio unico obiettivo è quello di raccontare. Non ho come obiettivo la grande letteratura fatta di frasi complesse e di pensieri difficili da comprendere. A me piace che il lettore rimanga attaccato alle pagine dei miei libri e l’unica cosa che desidero è che si realizzi questa identificazione”.

Secondo me, l’obiettivo della Link in questo libro è pienamente raggiunto.

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