Recensioni artistiche tra Psicolinguistica e Neuroscienze

Le nostre recensioni artistiche nascono da un’esigenza interiore, frutto di ricerche assolutamente intuitive.

A noi piace metterci di fronte all’opera d’arte, scevri da qualsiasi condizionamento o pregiudizio culturale, in una situazione di estrema “apertura sensitiva”, al fine di cogliere tutti i messaggi, le impressioni, le reazioni di carattere emotivo, “percettorio” che provengono dalle forme rappresentate sulla tela o nella scultura. E poi, cercare di trasmetterle ai fruitori, utilizzando una forma di scrittura, fortemente immaginifica, scaturita da un’interpretazione analogica, con l’intento, per così dire, di educare all’emozione che l’arte può suscitare, più che al percorso storico culturale che essa presuppone.

Solo a posteriori abbiamo potuto dare un senso razionale e teorico a questo procedimento del tutto naturale. E l’abbiamo potuto fare dopo esserci confrontati con studi svolti nel settore della psicolinguistica e delle neuroscienze.

Il contributo del Nobel americano Roger W. Sperry circa le funzioni svolte dall’emisfero cerebrale destro, responsabile degli automatismi, delle emozioni e dell’impulso è stato a questo proposito illuminante.

Come illuminanti sono stati gli studi di Semir Zeki, scopritore della neuroestetica, sulle esperienze estetiche delle regioni cerebrali deputate alla visione.

A ciò si aggiungano le recenti scoperte nell’ambito del linguaggio analogico, che si contrappone a quello logico delle scienze, facendosi contiguo a quello poetico, nel tentativo di suscitare nel lettore sentimenti, emozioni, immagini.

Il nostro obiettivo principale è quello di educare le persone alla fruizione dell’opera artistica lasciandosi guidare dal cervello, quasi naturalmente deputato a percepire il piacere dell’arte, attraverso le sue esperienze estetiche, inconsce e subliminali, ma non per questo meno significative.